giovedì 17 marzo 2011

Nucleare italiano: è davvero un affare o piuttosto un triplo salto mortale carpiato con avvitamento?


In mezzo a tante parole e salti più o meno mortali con e senza avvitamento, cerchiamo di chiarirci più possibile le idee sul nucleare. Costi, sicurezza, convenienza economica e rischi ambientali sono solo alcune delle domande possibili. 
Giappone o non Giappone, proviamo a fotografare la situazione.


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Nucleare italiano: è davvero un affare o piuttosto un triplo salto mortale carpiato con avvitamento?


In mezzo a tante parole e salti più o meno mortali con e senza avvitamento, cerchiamo di chiarirci più possibile le idee sul nucleare. Costi, sicurezza, convenienza economica e rischi ambientali sono solo alcune delle domande possibili. 
Giappone o non Giappone, proviamo a fotografare la situazione.

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lunedì 31 gennaio 2011

Ed il consenso è sempre lì

Nonostante la nota vicenda Ruby, i consensi di Berlusconi e del PDL paiono, in questo caso in senso in positivo, restare al palo. Sembra strano viste le numerose critiche ricevute da più parti sociali e non. Eppure…eppure secondo gli ultimi aggiornamenti la percentuale si colloca sempre quella in una forbice che va dal 30 al 32%.

La domanda è una: perché? Le risposte, possono essere diverse.

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sabato 29 gennaio 2011

Napoli e dintorni: è davvero "colpa" delle primarie?

Mentre ormai gli sport più amati a Napoli paiono essere il tiro a segno e, nonostante delle primarie finite (lo sono davvero?) come peggio non si poteva, la corsa ad (auto)accreditarsi come candidati sindaco pare opportuno cercare di sgombrare il campo da un equivoco di fondo: le primarie non sono il male ovvero un virus da risolvere. Se mai rappresentano una parte della cura.
Non saranno certo la panacea di tutti i mali ma nemmeno la prima fonte di problemi; che però ci sono e non vanno ignorati.

«Non c’è problema»: così recitava infatti lo slogan elettorale di Umberto Ranieri. Aveva ragione, al momento del lancio della campagna elettorale per le primarie i problemi non c'erano. E non sono arrivati adesso. 
C'erano già. Ad esempio nel momento in cui ombre lunghe continuano ad addensarsi sulle operazioni di voto per le primarie e prosegue la battaglia senza quartiere (comunale, provinciale, nazionale: non fa differenza) evocata anche da uno dei candidati (Umberto Ranieri, parlamentare europeo), "non può non continuare" aggiungendo anche che "io voglio condurla".
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mercoledì 1 dicembre 2010

Marina Monassi nuovamente all'Autorità Portuale di Trieste: opportunità politica o conflitto d'interessi?

Marina Monassi proposta dal Ministro delle Infrastrutture Matteoli, con l'unanime avvallo della Camera di Commercio triestina alla carica di Presidente dell'Autorità Portuale di Trieste.
Non proprio un fulmine a ciel sereno ma una vicenda che, per quel che riguarda il profilo burocratico, si è chiusa in tempi certamente rapidi.
Ma, a quanto pare, la rapidità è tale solo da quel punto di vista: l'ultima parola spetta, infatti, al Presidente della Regione Tondo il quale in merito ha peraltro dichiarato: "Confermo d’aver ricevuto la richiesta dell’intesa. Ho trenta giorni e intendo prendermi tutto il tempo necessario".




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sabato 30 gennaio 2010

Contrappunti sportivi: calcio e toponomastica ovvero sport e strade

In Italia, qualcuno risentiva ancora della mancanza dell'intitolazione di uno porzione di suolo pubblico ad una squadra di calcio? Nessun problema, da oggi qualcuno ha posto rimedio a quest'insopportabile ingiustizia...La giunta comunale di Genova, infatti, ha ben pensato di intitolare l'area antistante la gradinata sud dello stadio Luigi Ferraris ad una delle due maggiori squadre cittadine: si chiamerà, appunto, Largo Unione Calcio Sampdoria 1946.

Al di là delle questioni di merito e dell'opportunità relative alla delibera, sorge spontanea una domanda:in un futuro, forse nemmeno troppo remoto ed anche per par condicio, l'area nei pressi della gradinata nord dello stadio verrà forse denominata Piazzale Genoa!!??
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mercoledì 27 gennaio 2010

Primarie a colazione con (e)mozione

Vendola 2 Boccia 0

I pugliesi hanno scelto: sarà l'Obama di Terlizzi il candidato presidente di centrosinistra alle elezioni regionali 2010 mangiandosi lo sfidante a colazione.

Infatti, mentre il leader dell'Udc, Casini, dichiarava: «Ottimista su accordo in Calabria e in Puglia mai con Vendola», quest'ultimo faceva, metaforicamente parlando, a pezzi Boccia andando a vincere la propria sfida con una percentuale intorno al 70%.
Come dire, della colazione son rimaste soltanto le briciole.

Così si potrebbe riassumere il risultato delle "Primarie pugliesi" sostenendo, ad esempio che i quasi 200.000 votanti siano una questione interna alla regione stessa.

Piuttosto che di vittoria di Vendola, però, sarebbe più realistico parlare di sconfitta di Boccia e delle strategie decise nelle segrete stanze; argomenti che fanno il paio con indubbi problemi nella scelta dei candidati a volte non nelle condizioni di vincere le sfide cui vengono messi di fronte (vedi, ad esempio, Boccia), oppure con qualche problema di troppo dal punto di vista etico e morale (vedi alle voci Marrazzo e Del Bono).

A mio avviso, quindi, il messaggio che esce dalla Puglia non è tanto quello della bocciatura tout court di eventuali alleanze nazionali quali ad esempio quella con l'Udc quanto, piuttosto, quello della bocciatura sia del sistema di elaborazione di una candidatura tracciata a tavolino senza tener minimamente conto di un fattore chiamato rappresentatività democratica, sia della persona del candidato con meno frecce a disposizione rispetto al diretto avversario.

Del resto, stiamo parlando di un Presidente di Regione che proprio sulla chiarezza e del dialogo con e tra la gente ha costruito, ancor prima delle sue vittorie, la sua azione politica: un modo diverso di fare politica.
Diverso ed apprezzato dagli elettori pugliesi che, probabilmente, gli hanno conferito una larghissima fiducia anche in virtù di una migliore conoscenza diretta e non.

Probabilmente, si dirà che i comizi rappresentano un vecchio modo di fare politica però chi ha detto che proprio perché vecchio questo strumento sia morto o non più attuale? Nessuno, ed anzi proprio Vendola, calandolo nella modernità, ci ha dimostrato il contrario.

Va bene essere nel 2010, nell'era di internet e della multimedialità, ma il contatto personale franco e diretto è difficilmente sostituibile con la semplice immagine basata sull'apparenza e sulla comunicazione a distanza.

Un voto tra persone e modi di fare politica più che un voto di colore politico dunque?Personalmente resto convinto del fatto che la scelta dell'elettorato sia stata semplicemente dettata dalla volontà di premiare la figura di Vendola rispetto a quella del suo sfidante piuttosto che approvare o bocciare alleanze politiche secondo quella che, tra l'altro è la vera funzione delle primarie.

A proposito di questo tipo di appuntamento elettorale risulta opportuno evidenziare come sia inopportuno ed illusorio pensare di utilizzarlo come risolutore dei problemi di un partito oppure giudice pacificatore di uno scontro tra gruppi o mozioni; la bontà delle primarie sta, ad esempio, nella possibilità di garantire la massima rappresentatività democratica possibile non già la soluzione di altre questioni interne.

La vita del PD, peraltro, non si esaurisce con le primarie anche perché queste ultime, infatti, non sono certo la panacea di tutti i mali; tra questi ultimi quello di essere opposizione e non maggioranza nel Paese non è certo l'unico.
Ricette sicure per risolverlo? Non ve ne sono.

Tuttavia, una buona premessa ci sarebbe: smetterla di ragionare in termini di correnti, mozioni e relative spartizioni dando seguito, invece, al seguente obiettivo: fare il Partito Democratico.
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giovedì 26 novembre 2009

La perifrastica (quella vera)

Cosa mi spinge a scrivere questo post?La percezione di un'ignoranza sempre più dilagante e diffusa in Italia?Forse. Oppure l'ennesimo utilizzo fuori luogo e neppure corretto della lingua latina? Oppure più semplicemente il desiderio di spiegare cosa sia questa, ormai famosa (grazie ad un spot Tim con Belen e De Sica, che tristezza...), perifrastica.
Lo spot è visibile in fondo al post.

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martedì 11 agosto 2009

Insieme a Pierluigi Bersani per il futuro del Partito Democratico

Dopo un periodo di riflessione ed orientamento tra le varie mozioni ho (finalmente) preso una decisione.
Non è stata una scelta facile, perché le buone proposte, le idee e le persone valide in campo sono molte e tutte e tre offrono un modello di partito ed un programma decisamente validi.

La mia preferenza è andata, comunque, alla mozione ed alla persona che meglio di ogni altra potrà ridare slancio e forza al Partito Democratico, portandolo fuori dalle poco profonde acque in cui naviga a vista ed in cui quest'ultimo si sta quasi incagliando.

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venerdì 7 agosto 2009

Federalismo? Sì, cum grano salis

Questo post trae spunto dalle ultime affermazioni della Lega Nord in materia di "rilievo costituzionale dei simboli identitari" ovvero ad esempio di inni e bandiere locali; la questione si è, ahimè, concretizzata in una proposta di legge costituzionale e viene bene riassunta al seguente link che si riferisce ad un articolo presente sul sito del Corriere della Sera

Questo intervento nasce, tra l'altro un corollario dei miei commenti facebook in materia: ringrazio a questo proposito, per gli ottimi spunti e gli interventi, Alex Ulram, che invito a commentare questo post :-)

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domenica 22 giugno 2008

Corte di Cassazione: un vai e vieni degno di uno scalo aeroportuale

Gente che entra ed esce, passaggi al bar, parcheggi in seconda fila ed un andrivieni di macchine più unico che raro. Vi chiederete dove ci troviamo: un porto?un aeroporto?una stazione treni? Fosse così nulla di strano. Sarebbe, anzi, normale. 


Meno normale è il fatto che, invece di essere in un aeroporto, ci troviamo a Roma fuori dalla sede di Piazza Cavour della Corte di Cassazione.
E ancora meno lo è il fatto che tra l’entrata e l’uscita dal Palazzo prima di andare ad esempio a parcheggiare la macchina venga in alcuni casi passato il badge nell’apposita macchinetta timbrando così l’inizio ufficiale dell’orario di lavoro.
Il tutto adeguatamente documentato da una telecamera di Repubblica Tv da cui è tratto il video che vedete qui sotto.

Come si vede la motivazione più frequente è appunto quella della necessità di trovare un posto per la macchina a causa della difficile situazione dei parcheggi nella zona.
Il tutto impiega ben 10 minuti che ovviamente, passando il badge, vengono conteggiati nell’orario di lavoro.

C’è chi invece nell’intervallo si concede un’uscita magari con accompagnatore.
Ovviamente il tutto rigorosamente a rischio di sanzioni disciplinari tanto che qualcuno ammetto che “non si può fare” e che “lo sto facendo a mio rischio e pericolo”.
E, forse, lo fanno in tanti.
E c’è di più…
Il resto?Guardate il video… 


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Questo blog...

Questo blog è un progetto particolare che nasce da una specifica idea individuale. Il suo contenuto rispecchia quindi unicamente le mie opinioni: le posizioni espresse si possono dunque ricondurre unicamente alla mia visione delle cose.

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